Caro energia: cresce l’inflazione, diminuiscono consumi (-6,5 mld di euro) e Pil. Per commercio, turismo e ristorazione oltre un miliardo di euro di maggiori costi.

In Italia, elettricità fino a quasi 70 euro/MWh più cara dei principali Paesi UE. Gas +161% rispetto al 2025. Per commercio, turismo e ristorazione oltre un miliardo di euro di maggiori costi. Pesa il mix energetico italiano, ancora troppo dipendente dal gas

L’Italia paga l’elettricità molto più dei principali Paesi europei e il nuovo shock sui mercati internazionali dell’energia rischia di allargare ulteriormente questo divario con pesanti effetti sulle bollette di famiglie e imprese e sull’economia del nostro Paese. A settembre 2026, infatti, il PUN, ossia il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, è arrivato a segnare un aumento del 73,3% sul valore medio del 2025, un incremento particolarmente elevato che si sovrappone a una situazione di grande criticità pregressa (i prezzi attuali sono infatti superiori del 271,1% a quelli pre- Covid). Il maggior costo riguarda anche gli altri grandi paesi europei, ma in nessun caso gli aumenti hanno raggiunto l’intensità registrata in Italia dove il prezzo dell’elettricità è oggi superiore di 65,3 euro per MWh rispetto alla Germania, di 67,2 euro rispetto alla Spagna e di 69,4 euro rispetto alla Francia. Un vero e proprio “spread energetico”, che si è ampliato dopo la crisi russo-ucraina e che oggi torna in primo piano con la nuova impennata delle quotazioni internazionali. A settembre, il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025, mentre il petrolio segna un incremento del 55,7% dall’inizio del 2026 e un +62,6% rispetto a un anno fa. Ma il caro energia rischia di presentare un conto ancora più ampio all’economia italiana. Secondo le stime dell’Ufficio Studi Confcommercio, nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140$ nel 2027, l’inflazione aumenterebbe di 0,7 punti percentuali, mentre si perderebbero mezzo punto di consumi – 250 euro di consumi reali per famiglia, pari complessivamente, a circa 6,5 miliardi di euro – e tre decimi di PIL, riportando la crescita del Paese allo “zero virgola”. Per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione l’aggravio di costo, nel secondo semestre, è complessivamente superiore al miliardo di euro. È quanto emerge da un’analisi delle dinamiche dei prezzi energetici realizzata da Confcommercio in collaborazione con il CER e dalle stime dell’Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del caro energia su inflazione, consumi e crescita.