Congiuntura Confcommercio: buon avvio d’anno per l’economia, ma la ripresa a rischio con guerra. Tendenziali in aumento fino a febbraio ma già a marzo la crescita scivola.

Le fondate preoccupazioni per l’ennesimo conflitto in corso rischiano di produrre analisi confuse. Per evitare ciò, nella Congiuntura di questo mese la descrizione del quadro congiunturale emerso alla fine di febbraio scorso viene separata dalla riflessione sulle prospettive del PIL, da marzo fino a dicembre 2026, in caso di conflitto breve e in caso di conflitto prolungato. Per la prima parte, dunque, al di là dei molti indicatori congiunturali in miglioramento progressivo tra ottobre 2025 e febbraio 2026, le stime dell’ indicatore Consumi Confcommercio chiariscono in modo esplicito il rafforzamento dell’economia italiana. Nel complesso, le variazioni tendenziali passano dal +0,5% di dicembre 2025 al +1,3% di febbraio 2026. Non sono solo cura della persona, tempo libero, turismo e tecnologia a sostenere la spesa. Il supposto miglioramento della propensione al consumo appare coinvolgere anche altri settori. Crescono le automobili, si arresta la caduta dell’abbigliamento, si rafforza l’elettronica di consumo. Ciò si traduce, col supporto dell’occupazione in rallentamento ma sui massimi e dell’inflazione sotto controllo, in una variazione tendenziale del PIL mensile che passa dal +0,5% di gennaio al +1,4% di febbraio.

https://www.confcommercio.it/documents/20126/5189109/CC3-2026.pdf/23c5aebe-607a-185e-bbec-08be330e3d47