40° Rapporto Congiunturale e Previsionale a cura di Cresme. Il mercato delle costruzioni per il triennio 2026-2029: ancora pochi mesi all’inversione di fase? Regna ancora l’incertezza. Leggi di più.

Il settore delle costruzioni si avvia ad un cambio di fase: è una nuova stagione che deve scontare l’eccezionale crescita dovuta ai superincentivi, al PNRR e alla pandemia che ha ridestato l’attenzione alla casa spingendo il mercato immobiliare.

Lo scenario delle inevitabili correzioni attese a causa dell’esaurimento dei booster pone al mercato delle costruzioni un principale interrogativo: quali dimensioni avrà la contrazione? E in quali tempi si manifesterà? È questa la principale domanda a cui cerca di rispondere il 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale del CRESME.
Una risposta resa ancor più difficile dalle drammatiche conseguenze che la guerra in Iran sta avendo e avrà sui costi dell’energia, sull’inflazione, sul costo delle materie prime e sulla realizzazione dei lavori delle costruzioni (pubblici e privati).

Di certo la cosa più certa è l’incertezza. Eppure le recenti previsioni (aprile) dei principali esperti di economia ufficiale del nostro Paese continuano a disegnare per i prossimi anni un settore delle costruzioni in crescita; così fa ad esempio Banca d’Italia, che prevede una nuova crescita del 1,3% nel 2027 e dello 0,7% nel 2028. Ma anche la previsione Cresme presentata a dicembre, pur di segno negativo, ipotizzava una flessione contenuta nel 2027, -0,2%, per poi scendere dell’-1,0% nel 2028 e del-3,1% nel 2029. Da livelli così alti una discesa a valori costanti contenuta. Ma questo scenario è ancora valido? Oppure dato il peggioramento del quadro economico internazionale, la ripresa dell’inflazione, dei costi dei materiali, dei prezzi delle case, si va facendo più negativa? E ancora sta succedendo qualcosa che non vediamo nel mercato delle costruzioni? Le previsioni sulla spesa per gli investimenti pubblici nei conti ufficiali del governo si tengono su livelli molto alti, anche nel 2027, nel 2028 e nel 2029, ma quante di queste risorse saranno per le costruzioni è da comprendere bene.

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